Dometic chiude la porta in faccia a sindacati e istituzioni

L'azienda non retrocede di un millimetro, sarà chiusa la produzione in Italia
17 luglio 2013 |  Cronaca | Economia & Lavoro | Società | Forlì |

FORLI’ - Nell’incontro che si è svolto ieri pomeriggio in Provincia, Dometic Italy ha ribadito la decisione della proprietà svedese di cessare la produzione nello stabilimento di Forlì senza accettare il negoziato proposto da Fim, Fiom e Uilm e dalla RSU, ma sostenuto inoltre anche dalle Istituzioni locali, che prevedeva il mantenimento a Forlì di una quantità di pezzi (tra condizionatori e generatori) necessari per utilizzare i contratti di solidarietà al fine di evitare licenziamenti.

 

“Per l’ennesima volta la multinazionale non si è resa disponibile a confrontarsi sul piano proposto dai lavoratori come alternativa alle conseguenze sociali di una decisione industrialmente oltre che socialmente inaccettabile”, commentano seccamente i sindacati, delusi e ora più che mai preoccupati della situazione creatasi.

 

L’azienda ha annunciati 45 esuberi su una settantina di  lavoratori totali e si prevede anche il licenziamento di tutti gli operai, tutti gli impiegati impegnati nel comparto produttivo, tutti i magazzinieri ed altre figure professionali.

“Solo se il sindacato si fosse reso disponibile ad entrare nella logica dell’operazione si sarebbero potuti ridurre di 7 unità tali dimensioni di licenziamenti, andando a 38 esuberi”, si legge nella nota diffusa unitariamente da Fiom, Fim e Uilm, che poi aggiungono: “Riteniamo gravissime le affermazioni dell’impresa che presenta come immodificabili decisioni assunte al di fuori di ogni negoziazione e condivisione e che cancellano dall’Italia produzioni profittevoli e industrialmente sostenibili”.

 

Le sigle sindacali non demordono e chiedono di aprire un negoziato vero con una delegazione della multinazionale che possa prendere decisioni anche sul merito delle scelte e discutere il proprio piano strategico, perché “riteniamo sia una follia pura trasferire fuori dall’Europa i condizionatori prodotti per i costruttori di camper che si trovano proprio in Europa occidentale”.

 

Ultimo ma non in ordine di importanza Fim, Fiom e Uilm chiedono che l’incontro sia fissato al più presto e che l’impresa nel frattempo non proceda con iniziative unilaterali, come l’apertura formale della procedura di mobilità, perché in tal caso la situazione precipiterebbe e la risposta dei lavoratori sarebbe immediata e durissima.

 

Nel frattempo oggi Comune e Provincia di Forlì scriveranno alla proprietà di Dometic cercando un nuovo dialogo. Il conto alla rovescia è già partito: entro il prossimo 22 luglio, le organizzazioni sindacali e le istituzioni saranno messi al corrente della decisione definitiva presa dall’azienda svedese, non c’è quindi tempo da perdere ed il margine di movimento è davvero molto ristretto.

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